Le spezie
I Romani facevano molto impiego di spezie sia nella preparazione dei cibi che nelle bevande ma anche per la cosmetica e i profumi. I testi dell’epoca ci insegnano che le spezie in uso erano molte, circa 100, quasi tutte utilizzate principalmente per conservare e per insaporirli i cibi.
Le più adoperate erano il pepe, il nardo, il cumino, l’origano, lo zenzero, la maggiorana, il prezzemolo, il rosmarino, lo zafferano, il santoreggia, il balsamo, l’incenso, la mirra e l’alloro. La mirra veniva usata per profumare il vino, il balsamo e l’incenso in cosmetica. Il cumino era mescolato ad altri condimenti o cosparso sulle pagnotte appena sfornate.
Augusto aveva creato una flotta apposita per raggiungere l’estremo Oriente e importare le spezie. La città di smistamento della maggior parte delle spezie era Alessandria d’Egitto. Un intero quartiere della città di Roma era destinato al loro commercio.
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Il "cazzimperio"
Le spezie
maggiormente usate oggi nella cucina romana, sono soprattutto
il pepe e il peperoncino. Spesso nelle bancarelle
dei mercati rionali capita spesso di vedere gli odori accuratamente legati a mazzetti, il sedano, il prezzemolo e il
basilico.
Il sedano, o sellero come viene chiamato a Roma, è arrivato a Roma grazie al
cardinale Luigi Corsaro, che ne coltivò in abbondanza nel giardino di sua
proprietà, vicino alla fontana di Trevi. Oggi il sellero, insieme ai finocchi e
ai ravanelli è indispensabile per gustare a fine pasto il cazzimperio: gli ingredienti indispensabili sono pepe macinato,
sale e olio.
Il prezzemolo, presente in tutte le stagioni, conferisce
sapore a molti piatti come i carciofi alla romana o alla giudia.
Lo stesso basilico, si
sposa con tutti le pietanze a base di pomodoro e conferisce particolare aroma a
minestre, pastasciutte e sughi vari. Re indiscusso degli arrosti è invece il rosmarino, presente
in molte marinate. Seguono, poi, la salvia (che rende
profumatissimi i famosi saltimbocca alla romana), la maggiorana, i semi di
finocchio, l’origano, l’alloro che rimanda ai fegatini di maiale e
l’immancabile mentuccia, la quale caratterizza il profumo di numerosi piatti
tradizionali.
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